La passione di Aedes

Ho trovato in giro questo estratto di notizia.
La fonte è Milano finanza. Questo tipo di articolo prevede il pagamento di un account per essere letto, per cui credo sia ovvio come non sia possibile presentarne il testo integrale. Riporto però il preview dell’articolo, così come viene indicato dal sito stesso.

    La passione secondo Aedes – real estate

    A un anno dalla chiusura dell’aumento di capitale, la società ha quasi esaurito la cassa e le attività vanno a rilento. Il progetto Rubattino potrebbe risolvere molti problemi. Ma lo sviluppo costa almeno 100 milioni
    A far suonare il campanello d’allarme è stata la riunione di giovedì 16 settembre. Il management di Aedes ha convocato tutti i […]

Ho trovato poi quest’altra info su ADVFN, anche questo articolo riprende l’incipit di quanto sopra riportato e continua dicendo:

    MILANO (MF-DJ)–Il management di Aedes ha convocato tutti i dipendenti della societa’ (circa 131), spiegando che sara’ necessario ridurre ulteriormente i costi e lasciando intendere che a breve potrebbero esserci nuovi licenziamenti. Una spinta al business potrebbe pero’ arrivare dallo sviluppo di Rubattino.

Semprein questa seconda news si prosegue annotanto che

    dopo mesi di stop e di trattative con il Comune di Milano, la situazione si e’ finalmente sbloccata e la societa’ che operativamente è guidata da Francesco Monteschini potrà ora dedicarsi alla realizzazione del progetto. La domanda è pero’ con quali soldi? A un anno dalla chiusura dell’aumento di capitale, Aedes ha quasi esaurito la cassa e le attivita’ vanno a rilento. Per sviluppare il progetto Rubattino, a parte il costo delle bonifiche che e’ stimato intorno a 15 milioni, ne serviranno almeno altri 100. Non pochi vista l’attuale situazione di Aedes.

Non so a voi, ma a me la lettura di queste poche righe è bastata per far suonare un campanello di allarme e preoccupazione.
Veder scritto che la Società che si dovrà occupare di seguire la fase II del Rubattino naviga in cattive acque non mi fa sentire particolarmente sereno…
Certo, l’estratto dell’articolo dice chiaramente che il Rubattino costituisce una ventata d’aria fresca e una speranza per le casse di Aedes, ma sottolinea anche come il costo dei lavori sia ingente, lasciando intendere che forse ci sarà qualche problema per l’avvio della seconda fase.

A voler poi essere malfidenti si potrebbe ipotizzare inoltre che, viste le condizioni di cassa, sarebbe più sicuro per lo sviluppo PRU Rubattino lasciar prima costruire ad Aedes tutte le volumetrie di residenziale neo-concesse, a scapito delle opere comuni (verde urbano e aree di servizi/commerciali). Rimandare a dopo queste opere permetterebbe di far cassa con il residenziale così da avere sufficiente liquidità per realizzare i servizi in un secondo momento.

Il ragionamento potrebbe essere pienamente condivisibile, vista la paventata emergenza, se non fossimo abituati a vedere decine di esempi dove, dopo aver realizzato le parti più ‘lucrose’ di una riqualificazione, che vengono completate a tempi record, com’è come non è, quelle restanti sperimentano sistematiche battute d’arresto, rallentamenti e vedono il loro completamento alla conclusione di ogni era Maya.

Pretendere prima le opere a servizio dei residenti e, solo dopo la loro realizzazione, concedere le licenze per le volumetrie residenziali costituirebbe una buona polizza assicurativa sulla corretta riuscita della riqualificazione nel suo insieme.

Ma questo a voler proprio essere malfidenti.

È chiaro che la ‘buona norma’ di costruire prima i servizi e poi le residenze non sarebbe messa minimamente in discussione da nessuno, se solo ci fossero i fondi per realizzare tutto…ma, messi tutti alle strette, dal produttore al consumatore, si rischia di entrare nella logica del ‘piuttosto che niente, meglio piuttosto’.

Aspettiamo di vedere con ansia come Aedes ed il Comune di Milano, che in fin dei conti è il committente del progetto, reagiranno a queste difficoltà.
A presto!

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2 risposte a La passione di Aedes

  1. Matteo ha detto:

    Mah, ho anche paura che senza soldi, questi di Aedes sono capaci di costruire al massimo risparmio, e mi chiedo in tutta franchezza quali nefandezze possano combinare, visto che le residenze di Rubattino uno (edificate in un momento di splendore per Aedes) sono state costruite con materiali da terzomondo (basta dare un’occhiata alle facciate che dopo nemmeno tre anni cadono letteralmente a pezzi).

    • Paoleto ha detto:

      È un rischio possibile, ma mi auguro che la società abbia imparato che questi ‘errori’ si pagano anche a caro prezzo: le denunce fatte dai residenti in merito, anni or sono, sono andate a buon fine e le facciate di alcuni palazzi sono state rifatte così come le terrazze di altri.
      Spero che gli attuali dirigenti Aedes non commettano la leggerezza di ripercorrere la strada dei loro predecessori rischiando di spendere meno prima per pagare molto poi. 😉

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